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Romanticismo

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Il Romanticismo fu un movimento artistico, culturale e letterario sviluppatosi in Germania al termine del XVIII secolo e poi diffusosi in tutta Europa.

Indice

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Romanticismo: definizioni e interpretazioni

  Per approfondire, vedi la voce Romanticismo europeo.

Il termine "romanticismo" venne applicato per primo da Friedrich von Schlegel (1772) alla letteratura da lui considerata "moderna" e contrapposta a quella "classica". August Wilhelm von Schlegel scrive (nell'opera corso di letteratura drammatica) che era un termine più che adeguato per definire il movimento che si era venuto a creare verso il 1790, perché alludeva alla lingua romanza, originatasi dalla mescolanza dei dialetti tedeschi con il latino. E proprio la diversità, e la eterogeneità erano rappresentativi, secondo lui dell'era romantica, dove l'uomo non era più integro, unico e sufficiente a sé stesso come nell'antichità classica, quando veniva predicato il concetto latino dell'autarkeia (cfr Orazio). Infatti secondo i filosofi come Schopenhauer che si rifanno in parte a Johann Gottlieb Fichte, l'uomo, essere finito, tende all'infinto, cioè è alla costante ricerca di un bene o di un piacere infinito, mentre nel mondo finito a sua disposizione non trova che risorse limitate. Questo fa sì che l'uomo senta un vuoto, una mancanza, che lo relega in una inevitabile situazione di infelicità. Come dice August Shlegel "...presso i greci, la natura umana bastava a sé stessa, non presentiva alcun vuoto [...] la religione sensuale de' Greci non prometteva che beni esteriori e temporali".

Tornando al termine "romanticismo", che, utilizzato in modo sempre più ampio ed esteso, venne applicato, già nell'Ottocento, dapprima ad una nuova tendenza della sensibilità basata sull'immaginazione e in seguito a un orientamento più diffuso del pensiero filosofico, parlando, via via, non solamente più di arte romantica, ma anche di scienza o filosofia romantiche.

Gli atteggiamenti interpretativi degli studiosi riguardo al termine romantico sono stati molto vari e ciò crea problemi a chi voglia definire con maggior precisione questo termine.

Il Wellek restringe il Romanticismo solamente a quei movimenti letterari europei che nella prima metà dell'Ottocento si rifecero a questo nome.

Il Praz collega il romanticismo ad un cambiamento della sensibilità avvenuto nel Settecento e vivo ancora oggi.

Filosofi come Schlegel e Nietzsche considerano il romanticismo come uno dei due cardini sul quale ruota continuamente la spiritualità dell'uomo, distinguendo il primo fra classico e romantico, il secondo tra apollineo e dionisiaco.

Le opinioni divergono non solo sul termine ma anche sulla omogeneità europea del fenomeno sostenendo una sostanziale omogeneità come Wellek o sulla diversità delle sue manifestazioni nazionali come il Lovejoy.

Ancor oggi nel linguaggio comune le differenze sono molteplici, infatti mentre in tedesco romantisch evoca immagini letterarie di paesaggi e di ricordi medievali, in inglese romantic si collega con il sentimento e l'amore.

Nel considerare il termine solo per indicare alcuni precisi fenomeni letterari bisogna in ogni caso tener presente che essi si svilupparono in date differenti (tra il 1800 e il 1830) nei diversi paesi europei. Il romanticismo nacque infatti dapprima in Germania(con la fondazione della rivista "Athenaeum", 1798) ed Inghilterra (pubblicazione delle "Lyrical ballads" di Coleridge e di Wordsworth, 1798) poi in Francia (pubblicazione, a Londra ma in francese "De l'Allemagne" di M.me De Steal, 1813) ed infine in Italia (1816)

I tratti comuni dei diversi movimenti romantici sono stati comunque molti: l'ideale della libertà creativa e della spontaneità; la concezione di una letteratura e di una poesia come espressione del sentimento; una polemica vivace contro i generi, le regole; una esaltazione della fantasia; uno spiccato interesse per il mito e i simboli; l'esplorazione del sogno e di altre manifestazioni dell'inconscio; la tendenza ad abolire le distinzioni tra poesia e prosa.

Il vocabolo "Romanticismo" deriva dal francese "roman" designante un racconto di avventure, in prosa o in versi. Nella seconda metà del '700, in Inghilterra, l'aggettivo "romantic" ebbe una connotazione negativa e fu adoperato per indicare cose fantastiche ed irreali evocanti motivi ed ambienti medievali.

Rousseau usò l'aggettivo "romantique" privato di ogni intendimento negativo, per indicare uno stato dì abbandono sognante dell'anima.

Anche in Germania il termine "romantisch", indicante il romanzesco ed il patetico della letteratura medioevale, perse, gradatamente, l'accezione negativa, senza però acquisire un preciso significato semantico. Solo nel 1798 Schlegel, nella rivista Athenaeum, definì lo "stato d'animo romantico" e la poesia che ne era emanazione: essa doveva combinare poesia e prosa, critica e genialità, arte e spontaneità, doveva essere sociale, viva, pregna delle istanze contemporanee e l'arbitrio del poeta non doveva subire costrizioni. Nella stessa rivista Novalis e Schleiermacher chiarirono tali concetti, contrapponendo romanticismo e classicismo.

 

Temi tipici del romanticismo

 
 

Incubo, Johann Heinrich Füssli, 1781 - Detroit - Institute of Fine Arts

Temi caratteristici di quasi tutti i campi toccati dal movimento romantico sono:

  • Negazione della ragione: gli autori romantici rifiutano l'idea illuministica della ragione, in quanto questa non si è rivelata in grado di spiegare la totalità delle cose che sono. Per questo nell'era romantica c'è un grande progresso nell'esplorazione dell'irrazionale: la follia, il sogno, le visioni assumono un ruolo di primaria importanza.
  • Esotismo: è una fuga dalla realtà, che può essere temporale o spaziale, e che può andare verso un luogo esotico o comunque lontano da quello di appartenenza, oppure in un'epoca diversa da quella reale, come il medioevo o l'età classica. Il tema della fuga sarà fortemente sentito e ripreso da molti autori novecenteschi, tra i quali spicca James Joyce (con Gente di Dublino).
  • Soggettivismo e individualismo: con la mancanza della ragione illuministica, tutto ciò che circonda l'uomo, la natura, non ha più una sola e razionale chiave di lettura, ed è così che si arriva al concetto per cui ogni uomo riflette i propri problemi, o comunque il proprio io, nella natura, che ne diventa così il prodotto soggettivo.
  • Concetto di popolo e nazione: una fonte di ispirazione dei poeti romantici è l'opera di Omero, che si prefigura come risultato della tradizione orale e folcloristica di un intero popolo: in questo periodo infatti, l'individualismo diventa, su grandi dimensioni (quindi a livello statale) una forma di nazionalismo, che sfocia per esempio nella ricerca di origini antiche delle moderne nazioni (da qui anche l'interesse per il medioevo, che viene rivalutato).
  • Ritorno alla religiosità: mancando il supporto della ragione illuminista, l'uomo romantico cerca stabili supporti nella fede e nella conseguente tensione verso l'infinito. Si determina così un ritorno all'utilizzo di pratiche magiche e occulte, spesso accidentale motivo di importanti scoperte scientifiche.
  • Studio della storia: mentre nel Settecento illuminista l'uomo veniva considerato quale essere razionale e quindi di pari dignità nel corso della storia, in età romantica si recupera una visione dell'uomo in fieri, cioè in costante cambiamento. Si sviluppano così nuove discipline come la numismatica, l'epigrafia, l'archeologia, la glottologia. Due importanti teorizzatori della lettura più scientifica e oggettiva della storia sono Mommsen e Niebhur.
    Parallelamente si sviluppa una forte critica allo spregiudicato uso del lume della ragione che nel Settecento portò molti pensatori illuministi a stigmatizzare il popolo del Medioevo, oppresso dal peso di una religione oscurantista: i romantici, predicando un ritorno alla religiosità e invitando al tuffo nella fede (oggetto d'indagine peraltro già affrontato da Pascal[1] e successivamente da Kierkegaard[2]), riabilitano i tempi bui del Medioevo, apprezzando quei caratteri che l'illuminismo criticava (lo stesso Hegel finirà per rivalutare le religione positive, condannate in età giovanile[3]).

 

Punti chiave del romanticismo

Il romanticismo, specie in letteratura e filosofia (ma anche nella pittura), si rifà in linea di massima alla necessità di attingere all'infinito: A causa di ciò sono spesso ricorrenti alcuni essenziali punti cardine come:

  • Assoluto e titanismo: caratteristica inequivocabile del romanticismo è la teorizzazione dell'assoluto, l'infinito immanente alla realtà (spesso coincidente con la natura) che provoca nell'uomo una perenne e struggente tensione verso l'immenso, l'illimitato. Questa sensibilità nei confronti dell'assoluto si identifica nel titanismo: viene paragonata dunque allo sforzo dei Titani che perseverano nel tentativo di liberarsi dalla prigione imposta loro da Zeus, pur consapevoli di essere stati condannati a restarci per sempre.
  • Sublime: secondo i romantici, l'infinito genera nell'uomo un senso di terrore e impotenza, definito sublime, che non sono tuttavia recepiti in modo violento, tali da deprimere il soggetto, ma al contrario l'incapacità e la paralisi nei confronti dell'assoluto si traduce nell'uomo in un piacere indistinto, dove ciò è orrido, spaventevole e incontrollabile diventa bello.
  • Sehnsucht: dal tedesco traducibile come nostalgia, desiderio del desiderio o male del desiderio. È la diretta conseguenza di quanto sperimenta l'uomo nei confronti dell'assoluto, un senso di continua inquietudine e struggente tensione, un sentimento che affligge il soggetto e lo spinge ad oltrepassare i limiti della realtà terrena, opprimente e soffocante, per rifugiarsi nell'interiorità o in una dimensione che supera lo spazio-tempo.
  • Ironia: la consapevolezza della finitudine delle cose che circondano l'uomo e che egli stesso crea si traduce nell'ironia, per cui l'uomo prende coscienza della sua stessa limitatezza. L'ironia, che Socrate medesimo usava per autosminuirsi quando si confrontava con i suoi interlocutori (ironia socratica), si identifica quindi in un atteggiamento dissimulatore.

 

Romanticismo in arte

  Per approfondire, vedi la voce Arte romantica.
Viandante sul mare di nebbia, David Friedrich, 1818, Amburgo, Kunsthalle

Nel 1819 viene definita romantica quella scuola che mira alla rappresentazione fedele di profonde e toccanti emozioni, mentre nel 1829 l'attributo romantico viene esteso a molti fenomeni collaterali della arti visive, entrando nel gergo delle sarte, delle modiste e persino dei pasticcieri, romantico è tutto ciò che ha un aria di inverosimile, irreale e fantastico, tutto quello che si contrappone all'arte accademica definita forzata, artificiale dogmatica e priva di fantasia. Charles Baudelaire a commento del Salon del 1846 scrisse il saggio Che cos'è il Romanticismo?, in questo definisce romantico chi "conosce gli aspetti della natura e le situazioni degli uomini che gli artisti del passato hanno sdegnato o misconosciuto". Lo scrittore inoltre fa coincidere romanticismo e modernità affermando: "Chi dice romantico dice arte moderna, cioè intimità, spiritualità, colore , aspirazione verso linfinito espresse con tutti i mezzi che le arti offrono".

L'onda, Gustave Courbet, 1870, Winterthur, Sammlung Oskar Reinhart am Römerholz

Un dipinto romantico è facilmente riconoscibile perché fa largo uso di panorami naturali sterminati e violenti, definiti sublimi come nel caso del viandante sul mare di nebbia, di Friedrich, dove un uomo è ritratto di spalle (questo rappresenta la parte inconscia e nascosta del suo animo) ed è affacciato su di un mare di nebbia che invade un paesaggio montagnoso. E' importante il fatto che l'uomo viene identificato come viandante, che lo ricollega al tema romantico dell'esule. Questo quadro non è bello nel senso di equilibrato e piacevole, al contrario manca di punti di riferimento e suscita inquietudine, paura. Allo stesso tempo, un altro quadro, paesaggio invernale, presenta altri topoi, come quello dell'inverno e della neve, che rappresenta la vecchiaia, oppure gli alberi spogli che rappresentano la morte. L'uomo nel dipinto si regge ad un bastone : quelle sono le illusioni che l'uomo coltiva per vivere. Così si va delineando un tipo di arte che riflette la filosofia e le tendenze artistiche di quegli anni, dove l'artista era in conflitto con la società borghese ed i suoi valori, che vedevano l'arte come qualcosa di commercialmente non produttivo e quindi inutile. Inoltre, dipinti come l'onda, di Gustave Courbet, riflettono quel senso di vuoto e di mancanza di punti di riferimento dell'uomo romantico.

Autori tipici del romanticismo sono anche Goya, Delacroix, Gericault, Turner.

 

La nuova sensibilità

La nuova poetica romantica alla fine del Settecento, non va ricercata nelle novità formali, ma nell’invenzione di numerosi temi e motivi che verranno più ampiamente sfruttati tra il 1820 e il 1840. Il principale mutamento nella scelta del soggetto concerne sia l’aspetto letterario che storico. Da una parte ormai si preferiva Shakespeare, Jean Froissart e Ossian agli autori classici, dall'altra è la storia nazionale e non più quella antica a diventare protagonista delle tele. Com'è naturale la riscoperta di Shakespeare avvine in Inghilterra, dove venne promossa la creazione di una Shakespeare Gallery a Boydell, composta di opere commissionate a una trentina di artisti a partire dal 1786, su temi tratti dalle tragedie del drammaturgo. Tra queste il quadro di John Runciman con Re Lear nella tempesta (1767, Edimburgo, National Gallery). In Francia, per iniziativa del conte d'Angiviller, furono commissionate pitture e statue dedicate agli eroi della storia francese, tra queste nel 1781 Robert Ménageot realizzò la tela con La morte di Leonardo, un quadro di forte assonanza con la pittura romantica, anche nei colori e negli effetti teatrali tesi a drammatizzare l'avvenimento. Con la Deposizione di Atala, del 1799, l'allievo di David: Anne-Louis Girodet-Trioson inserì le figure in un mondo primitivo, fonte di turbamenti e sentimenti non più controllati dalla ragione. Nel Salon del 1808 Antoine-Jean Gros presenta la tela con Napoleone sul campo di battaglia di Eylau il 9 febbraio 1807, un tela storica di carattere encomiastico, che presenta, nei morti e feriti in primo piano, forti accenti di carattere realistico. Nel 1831 il periodico romantico «L'Artiste» scriverà: "Non abbiamo dubbi: Napoleone sul campo di battaglia di Eylau segna la nascita della scuola romantica".

 

Romanticismo in letteratura

 

Il romanticismo letterario tedesco

Il movimento romantico europeo ebbe origine nell'opera di alcuni letterati e ideologici tedeschi della fine del Settecento.

Si faceva una netta distinzione tra la poesia naturale, "Naturpoesie", quella che esprime subito, con il sentimento, le caratteristiche di una nazione, e la poesia riflessa o d'arte che è quella che non nasce spontanea, ma nasce dalla imitazione dei modelli stranieri.

Si sostenne che ogni nazione avesse la sua poesia, diversa per forma e lingua dalle altre, pertanto era assurdo che la poesia tedesca si rifacesse a quella dei greci o dei romani. Essa doveva trovare una poesia nuova e spontanea che fosse conforme alla sua storia e alla sua natura.

Le caratteristiche degli scrittori di questo gruppo furono il disprezzo per tutte le forme dell'arte classica, l'idea di una poesia intesa come immediata adesione alla natura, l'ammirazione verso le fonti primitive dell'arte germanica, l'esaltazione di un tipo di eroe appassionato e ribelle ad ogni legge.

Per quanto riguarda gli artisti romantici tedeschi, bisogna dire che in Germania si sviluppò tra il 1770 e il 1785 il movimento dello sturm und Drang (lett.tempesta ed assalto) che vantava artisti come Goethe e Schiller, nel 1789 invece nasce ufficialmente il romanticismo, con la pubblicazione del primo numero del giornale Athenaum. Da allora si distinsero due diverse scuole : quella di Jena e quella di Heidelberg. Della prima facevano parte i due fratelli Schlegel, fondatori della sopracitata rivista, e altri artisti come Novalis, Tieck e Schelling; della scuola di Heidelberg (che aveva tendenze campanilistiche) facevano parte autori come Von Chamisso e Brentano.

 

Il romanticismo letterario inglese

Contemporaneamente, in Inghilterra, si manifestò un analogo movimento letterario e poetico di cui i primi esponenti furono Wordsworth e Coleridge.

I romantici inglesi crearono opere di grande valore nelle quali, implicitamente, erano presupposte le nuove concezioni letterarie basate sugli ideali di libertà politiche e morali conseguenti alla Rivoluzione Francese. Byron fu assai apprezzato in Italia per il suo Romanticismo morale, come anche Scott per i suoi romanzi di ambientazione medievale. Meno conosciuti nel nostro Paese furono Keats e Shelley.

Gli autori romantici inglesi vengono generalmente divisi in due diverse generazioni : una che concerne la fine del 1700, e un'altra che è vissuta nella prima metà del 1800. Della prima fanno parte Wordsworth, legato al concetto di epifania (intesa come riflessione profonda stimolata inaspettatamente da un fatto prosaico e quotidiano), Coleridge, poeta generalmente definito onirico a causa dell'atmosfera suscitata dalle sue opere, nelle quali sembra di essere in un sogno, e Blake, poeta visionario, che vedeva nella natura dei simboli che si qualificavano come chiavi di lettura di una realtà oltre quella fenotipo. Della seconda generazione si possono definire poeti come John Keats, un nostalgico dell'era classica, Byron, il prototipo del poeta ribelle ed esule, e Shelley, che aveva molto caro il tema della libertà (basti pensare al titolo di una sua opera : Prometeo liberato).

Esponenti molto importanti del Romanticismo inglese furono i pittori John Constable e William Turner, appartenenti alla corrente naturalista, nonché il già citato William Blake, con la sua particolare pittura onirica.

 

Il romanticismo letterario francese

Il Romanticismo francese si è distinto tra gli altri per il profondo rinnovamento di temi, forme ed estetica della letteratura. L'iniziatrice dei romantici francesi è stata in parte Madame de Stäel, ma soprattutto autori come Alphonse De Lamartine, che scrisse le "meditazioni" e Victor Hugo che scrisse le "odi".

Grande importanza ebbero, per lo stabilirsi delle nuove idee, la Rivoluzione Francese e l'impero napoleonico e non fu mera coincidenza che i testi fondamentali del romanticismo teorico, il "De l'Allemagne" della de Stäel e "la traduzione Del corso di letteratura drammatica " dello Schlegel, siano stati pubblicati quando l'astro Napoleone Bonaparte era ormai al tramonto (1813). I romantici si opposero ai classicisti e tale contrasto fu indice di una profonda crisi della letteratura e dell'arte in genere. Madame de Stäel aveva affermato che l'arte deve educare l'uomo, esprimendone le esigenze e facendolo partecipe della vita sociale. Tale concezione della letteratura come creazione originale e nazionale, popolare e moderna, espressione della società, fu fondamentale e tipica dei romantici francesi.

In Francia la fioritura di opere romantiche fu successiva alla formulazione teorica del nuovo indirizzo letterario e si sviluppò tra il 1820 ed il 1840. In tale periodo Victor Hugo espose la teoria del dramma romantico.

 

Il romanticismo letterario italiano

In Italia, invece, uno stato d'animo vagamente romantico precedette il romanticismo teorico. Nel nostro paese il romanticismo fu accolto come aspirazione alla libertà in ogni sua forma, non solo letteraria, ma anche morale e politica. Il movimento nacque in Lombardia (1816) subito dopo il Congresso di Vienna (1815) come reazione alla Restaurazione e all'accademismo letterario.

Il nostro Romanticismo, che ebbe le sue radici nel preromanticismo di fine '700, non fu estraneo all'Illuminismo e, d'altra parte, questo riferimento fu un fattore costante di tutte le scuole romantiche europee. Infatti l'illuminismo fu bruscamente interrotto dalla Rivoluzione Francese, senza aver potuto portare a compimento i suoi ideali. Passata la bufera, un nuovo tipo di uomo emerse per realizzare quelle esperienze lasciate incompiute, quindi romantico non fu solo chi reagiva con nuovi canoni estetici e religiosi alle teorie illuministe, ma anche l'illuminista che, pur mantenendo un atteggiamento polemico verso alcuni valori tradizionali, riesaminava le proprie posizioni.

Il Romanticismo italiano si ricollegò al moto di rinnovamento della seconda metà del secolo. Il suo orizzonte spirituale e filosofico fu indubbiamente più ristretto di quello del Romanticismo tedesco, ma ebbe una fisionomia ben precisa di fervore e di ideale patriottico ed una ben definita coscienza dei propri scopi e dei mezzi per perseguirli.

Il Romanticismo italiano va quindi considerato come fenomeno nazionale; suo testo fondamentale fu la Lettera semiseria di Grisostomo del Berchet (1816), nella quale si ha la riaffermazione del concetto di letteratura come fattore storico, che deve esprimere le tradizioni cristiane e nazionali, abbandonando l'imitazione degli antichi e la ricerca delle belle forme e che deve essere mezzo di rinnovamento sociale e morale. Tutti i nostri primi romantici subordinarono la pura letteratura alle ragioni educative ed incivilitrici, facendo delle loro opere un'espressione di libertà e di propaganda per l'indipendenza nazionale.

Alle origini del Romanticismo italiano ci fu la coscienza risorgimentale, tale esigenza fu accolta dalla rivista Il Conciliatore il cui fine era di scuotere il Paese dal suo torpore mentale. Al Conciliatore collaborò Mazzini.

Manzoni stesso, pur non collaborandovi, ne abbracciò le tesi, considerando anch'egli che la letteratura dovesse essere mezzo di incivilimento, espressione nazionale e popolare e schietta nella lingua e nello stile. Del Romanticismo il Manzoni accolse il rifiuto della mitologia pagana, come espressione di una moralità e di una mentalità aliene da quelle cristiane.

La poesia, secondo Manzoni, deve avere per oggetto il vero della storia e delle vicende umane, senza contaminazioni tra storia e fantasia. Per tale ragione il Realismo, apparentemente in antitesi con il Romanticismo, ne fu in realtà uno sviluppo. Infatti l'esigenza di realismo sostenuta dal Manzoni fu presente in tutta la migliore letteratura romantica nei propositi di adesione all'attualità dei fatti e nell'esigenza di renderla popolare ed interprete delle aspirazioni nazionali, nonché nella negazione della normativa classicistica.

Il vigore poetico del primo Romanticismo si stemperò in una vena malinconica e sentimentale, della quale i maggiori esponenti furono il Prati e l'Aleardi. La spiritualità romantica, già viva nel Foscolo, fu "situazione sentimentale" nel Leopardi, pur dichiaratamente antiromantico, tanto che tali poeti possono essere, a ragione, considerati esponenti del nostro Romanticismo neoclassico.

 

Romanticismo in musica

  Per approfondire, vedi la voce Musica romantica.
Ludwig van Beethoven

Il romanticismo coinvolse in maniera sostanziale e consistente soprattutto la musica classica, trascinato dagli ideali ispiratori della rivoluzione francese che furono accolti con entusiasmo dai compositori di mezz'europa: ciò nonostante, a seguito della disillusione sperimentata con l'instaurazione delle tirannidi in età napoleonica, gli artisti romantici rivendicarono l'evasione dalla realtà.

Il più grande esponente della musica romantica, nonché tra i massimi compositori nella storia della musica, fu indubbiamente Ludwig van Beethoven (al quale è riconosciuta, tra le altre, l'abilità di conciliare eccellentemente classicismo e romanticismo), ma sono svariati i rappresentanti della corrente romantica celeberrimi per le loro composizioni, ognuno distintosi per aver apportato una nota di novità al panorama della musica classica: ne sono esempio Hector Berlioz, Georges Bizet, Johannes Brahms, Frédéric Chopin, Felix Mendelssohn, Franz Schubert, Robert Schumann, Pyotr Ilyich Tchaikovsky, Richard Wagner e in Italia Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti, Ruggero Leoncavallo, Niccolò Paganini, Giacomo Puccini, Gioacchino Rossini, Giuseppe Verdi.

Con l'avvento del romanticismo i compositori superarono l'apogeo del classicismo avuto con Haydn e Mozart per approdare ad un'espressione concreta e diretta del sentimento. Furono introdotte numerose novità: l'orchestra conobbe un deciso ampiamento, con l'aumento dei fiati e delle percussioni, la nascita del trombone e la comparsa delle chiavi. Nasce la figura del direttore d'orchestra, impegnato a dirigere un numero di strumenti sempre più elevato.

 

Romanticismo in filosofia

  Per approfondire, vedi la voce Idealismo.
Georg Wilhelm Friedrich Hegel

La filosofia in età romantica si riflette nel pensiero dei massimi esponenti dell'idealismo, in particolare di quello tedesco, Fichte, Hegel e Schelling. È importante evidenziare che l'idealismo non si identifica come la filosofia del romanticismo, pur risultando a pieno titolo la sintesi meglio riuscita della corrente: non a caso, pur eccipendone i principi cardine, l'idealismo darà adito a pesanti critiche al romanticismo, in particolare Hegel, che ne contestava l'accesa polemica contro la facoltà non solo intellettuali ma anche razionali dell'individuo.

La filosofia romantica proponeva infatti uno stravolgimento della filosofia illuminista, il cui massimo esponente, Immanuel Kant, tracciava le fondamenta del sapere umano attribuendo all'intelletto (facoltà del finito) la possibilità di costruire scienza, mentre relegava la ragione all'ingrato compito di rendere conto dei limiti della conoscenza umana e conseguentemente l'impossibilità di fondare la metafisica[4]. Tuttavia, laddove l'idealismo hegeliano, accogliendo le istanze romantiche, intendeva attingere all'assoluto mediante l'uso della ragione (intesa in Hegel quale espressione dello spirito immanente alla realtà), il romanticismo predicava una sostanziale incapacità della ragione nel cogliere la più intima essenza della realtà, e ad essa contrapponeva il sentimento, l'ironia e l'istinto.

 

Note e riferimenti

  1. Cfr. "Scommessa su Dio", Pensieri, Blaise Pascal
  2. Cfr. "Lo stadio religioso della vita", Stadi del cammino della vita, Søren Kierkegaard
  3. Cfr. "Lo spirito del Cristianesimo e il suo destino", Georg Hegel
  4. Cfr. "Critica della ragion pura", Immanuel Kant

 

Bibliografia

 

Classica

 

Critica

  • Introduzione al Romanticismo italiano - Battaglia, S., Liguori, Napoli 1965.
  • La rivoluzione romantica. Poetiche, estetiche, ideologie - De Paz, A., Liguori, Napoli 1984.
  • Il Romanticismo italiano - Fubini, M., Laterza, Bari 1953.
  • Il Romanticismo - Pagnini, M., Il Mulino, Bologna 1986.
  • Romanticismo italiano e Romanticismo europeo - Puppo, M., IPL, Milano 1985.
  • Invito a conoscere il Romanticismo - Quaglia, P., Mursia, Milano 1987.

 

Voci correlate

 

Altri progetti

 

Collegamenti esterni

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